C’è una distinzione che torna in quasi tutte le consulenze e che conviene dire subito, perché cambia il senso di tutto quello che segue. La casa del tuo Sole non descrive com’era tuo padre. Descrive come lo hai percepito da bambino, nei primissimi anni, prima di poter relativizzare qualsiasi cosa.
📌 In sintesi:
- La casa del Sole non dice com’era tuo padre: dice dove e come lo hai percepito da bambino.
- Il segno dice come brilli, gli aspetti con chi sei implicato, la casa dice in quale zona della vita si è giocata la partita con la figura paterna.
- Quarta, ottava e dodicesima sono le tre case d’acqua: quelle che raccolgono il materiale transgenerazionale più pesante della linea paterna.
- Il Sole non è per forza il padre biologico: è chiunque, nel sistema, abbia occupato il ruolo maschile di riferimento e abbia brillato.
- Serve l’ora di nascita: per il segno no, perché il Sole si muove di un grado al giorno, ma le case cambiano circa ogni due ore.
- La stessa casa può indicare una ripetizione o una compensazione. A distinguerle è il racconto di famiglia, non il tema natale.
In astrogenealogia il Sole indica la linea paterna del sistema: chi sono stati gli uomini del clan e come hanno esercitato, o mancato, la loro presenza. Ne ho scritto per esteso nell’articolo sul Sole in astrogenealogia, che è il quadro generale. La casa dice qualcosa di più stretto: il palcoscenico preciso in cui hai vissuto l’esperienza del tuo rapporto con il papà, e dove nel sistema il tema dei padri e della visibilità è stato più importante.
Il bisogno di essere visti
Enzo De Paola usa una chiave di lettura che uso anch’io continuamente. Il Sole è l’archetipo del padre e della sua linea di sangue, e la domanda che riguarda tutte e dodici le case è una sola: quel bambino è stato guardato?
Un figlio visto e riconosciuto dallo sguardo paterno cresce con un Sole forte, cioè con la capacità di volere le proprie cose e di andare ad ottenerle. Chi non è stato visto ha un Sole debole, e da adulto rinuncia ai propri obiettivi, si nasconde, oppure passa la vita a cercare l’attenzione che gli è mancata. La casa dice in quale zona della vita si è giocata quella partita.
Un’altra precisazione: il Sole non è per forza il padre biologico. È chiunque, nel sistema, abbia occupato il ruolo di riferimento maschile e abbia brillato: il nonno, uno zio, un fratello maggiore, a volte una figura esterna che i tuoi genitori ammiravano. La domanda giusta da farsi non è soltanto com’era mio padre, ma chi ha potuto essere indipendente e brillare nella mia famiglia.
Il Sole nelle case
Tre cose, prima di andare a cercare la tua casa.
Serve l’ora di nascita, e qui vale la pena chiarire una confusione che sento spesso. Per il segno solare l’ora non serve: il Sole si muove di circa un grado al giorno, quindi resti Leone che tu nasca all’alba o a mezzanotte. Le case sono un’altra cosa, perché non dipendono dal moto del Sole ma dalla rotazione della Terra, e girano molto più in fretta: cambiano all’incirca ogni due ore. Senza l’ora esatta, quindi, la casa non si può calcolare, e anche un errore di due ore basta a spostare il Sole di una casa intera.
La casa non si legge da sola. Va sempre pesata insieme al segno del Sole e agli aspetti che il Sole riceve: un Sole in decima casa in Capricorno con Saturno congiunto racconta una storia molto diversa da un Sole in decima in Pesci in trigono a Giove. La casa dice dove, il segno dice come, gli aspetti dicono con chi sei implicato.
La tendenza più comune è la ripetizione, ma non è l’unica possibilità: molte posizioni indicano invece una compensazione, cioè il tentativo dell’albero di rimettere in equilibrio qualcosa. Lo stesso Sole in nona casa può essere il nipote che riparte come il nonno emigrato, oppure quello che mette radici dove nessuno era riuscito a metterle. A distinguere le due storie è soltanto il racconto di famiglia.
Sole in prima casa: il padre come primo specchio
Il Sole in prima casa mette l’identità in primo piano. La vita diventa un palcoscenico su cui affermarti, e ti si nota: entri in una stanza e tutti se ne accorgono.
Dietro, però, c’è una domanda che viene da molto prima nel tempo. La prima è la casa dell’Ascendente, il punto più personale del tema, e quando il Sole la abita tuo padre è stato la prima forza che ti ha detto se esistevi. Mi ha guardato? Mi ha riconosciuto come qualcuno con una sua essenza?
Se quello sguardo c’è stato, cresci sapendo occupare spazio senza doverti conquistare ogni volta il diritto di stare lì. Se era distante o incostante, da adulto la faccenda prende due strade ugualmente faticose. Una è la ricerca di approvazione che non si sazia mai, perché l’origine del vuoto non sta nel presente. L’altra è un ego che sembra solidissimo e che sta compensando una paura molto vecchia di non bastare.
Qui il padre è insieme modello e rivale: ti sei costruito i tuoi standard misurandoti con lui, e quel confronto continua a girare nelle tue relazioni con l’autorità molto tempo dopo che lui ha smesso di guardarti.
La domanda da portarsi a casa: il mio valore si misura ancora su come mi vedeva lui?
Sole in seconda casa: il padre e il valore
Il Sole in seconda casa aggancia l’identità a quello che possiedi e a quello che sai costruire. Cerchi sicurezza in ciò che si tocca, e il rischio è finire per identificarti con quello che hai.
L’imprinting di questa casa é tra i sei e i dodici anni, quando il rapporto con il padre si costruisce attorno al provvedere e al gestire le cose concrete. Tuo padre è entrato in te come il fornitore del valore, e con lui la fiducia di fondo che il mondo possa sorreggerti.
Se è stato affidabile, se hai visto con i tuoi occhi che lo sforzo produce un risultato, quella fiducia ce l’hai. Se lo hai vissuto instabile nel provvedere, oppure come qualcuno che teneva in mano l’accesso alle risorse e lo usava per condizionare gli altri, ti ritrovi con una domanda che spesso non sai nemmeno di avere: merito davvero quello che ho? Si vede benissimo nel momento in cui la stabilità finalmente arriva, e qualcosa dentro di te si mette a smontarla per rimettere le cose dove le conosceva.
Il lavoro è staccare il tuo valore dalla tua capacità di produrre. Il denaro, qui, c’entra molto meno di quanto sembri: riguarda la sicurezza che senti quando i conti non fanno da paravento.
Sole in terza casa: il padre e il diritto di parola
Il Sole in terza lega la tua identità alla mente e allo scambio. Brilli quando riesci a dire, a scrivere, a trasmettere qualcosa a qualcuno.
Tuo padre, qui, è stato la voce principale. Non soltanto chi ti ha insegnato le parole, ma chi ha stabilito che cosa si potesse dire in casa, con che tono e in quali circostanze. Se il rapporto reggeva, ti ha lasciato un’eredità intellettuale riconoscibile: un modo di ragionare e di raccontare che con gli anni hai fatto tuo.
Nell’ombra è stato il primo censore. Quello che giudicava quello che dicevi, che competeva verbalmente con te, o che usava il silenzio come forma di controllo. Da adulto lo senti come inibizione, che sembra timidezza e invece è più strutturale, oppure come un bisogno di parlare molto per recuperare una visibilità che da piccolo non arrivava.
La terza è anche la casa dei fratelli, e questa posizione compare spesso in chi è figlio unico, primogenito, oppure il favorito o il silenziato tra i figli. Il diritto di parola non si gioca solo con il padre: si gioca nella gerarchia tra fratelli, e quella gerarchia viene da lontano. Nella linea paterna qualcuno aveva il diritto di parlare e qualcun altro doveva tacere, e il nodo si ripete finché non lo si vede.
Sole in quarta casa: il padre come radici
Questa è una delle posizioni più cariche di materia transgenerazionale che esistano.
La quarta è il fondo del tema, l’Imum Coeli. In astrogenealogia é la casa dell’esperienza dentro la propria famiglia, il fondamento psicologico da cui parti. È una casa d’acqua, quindi inconscia: per lealtà al sistema, spesso non sai nemmeno che cosa ti arriva dal passato.
Con il Sole qui, tuo padre è la colonna vertebrale simbolica della storia familiare. Se era presente e costante, hai un senso di permanenza che ti permette di rischiare, perché sai che esiste un centro da cui parti e a cui puoi tornare. Se era assente, ti resta uno sradicamento che cerchi di riempire ovunque: nell’azienda, nel gruppo di amici, in qualunque ambiente prometta di funzionare da famiglia.
Con il Sole in quarta puoi restare intrappolato nel destino di tuo padre, e a volte in quello del nonno paterno: la tua identità si lega alla reputazione che quella figura aveva nel suo ambiente. Se era degno e riconosciuto, hai una sicurezza di fondo nell’appartenere alla tua storia. Se era vissuto come degradato, scatta il mandato di riabilitarne il nome, e con il nome il cognome. C’è chi passa la vita a difenderlo, chi a ripararlo, chi a liberarsene.
Il lavoro è scoprire che si può appartenere a una storia senza esserne il redentore.
Sole in quinta casa: il permesso di brillare
La quinta è il domicilio naturale del Sole, la casa dell’espressione di sé e della gioia. Averlo qui non garantisce una vita leggera. Garantisce che la questione del brillare ha avuto a che fare con tuo padre in modo molto diretto.
Se era una presenza giocosa, entusiasta davanti ai tuoi talenti, capace di farti sentire che creare è un diritto e non un permesso da chiedere, quella vitalità ce l’hai e ti costa poco.
Nell’ombra è una delle posizioni in cui la ferita solare si fa più sottile. Quando il padre usa la creatività dei figli come estensione del proprio ego, o proietta su di loro le ambizioni che non ha realizzato, il bambino deve brillare, ma non per sé, per fare onore a qualcun altro. E per anni la tua luce resta confusa con quella che tuo padre voleva accendere attraverso di te.
Da lì nascono due esiti opposti: un narcisismo che compensa un sé inibito, oppure una sindrome dell’impostore che ti tiene lontano dal palco per non rischiare il giudizio.
C’è poi un filo che collega la quinta alla decima casa: il permesso di giocare e di creare che ti è stato dato o negato da bambino torna più tardi come questione di vocazione professionale. Se il nodo è qui, guarda anche la decima.
Il lavoro è distinguere la tua luce da quella paterna, e scoprire che la creatività non ha bisogno di un pubblico per essere reale.
Sole in sesta casa: il padre e il dovere
Il Sole in sesta rende l’identità più umile e più ostinata. Ti realizzi nel lavoro di tutti i giorni, nella cura del dettaglio.
Tuo padre si è iscritto in te come modello di lavoro e di dignità guadagnata attraverso il fare. Con il Sole in sesta si impara a sostenere un’etica di servizio che caratterizza la linea paterna. Non è un mandato cattivo in sé. Diventa un problema quando il lavoro smette di essere un modo per esprimere quello che vali e diventa la condizione per sentire di valere.
Se tuo padre è stato vissuto come inadeguato o fragile davanti alle richieste della vita, puoi ritrovarti con un critico interno molto severo, come se toccasse a te compensare con l’efficienza. Se invece era un gran lavoratore e ti sei identificato con lui, quell’etica la mandi avanti fino al punto in cui i tuoi bisogni emotivi finiscono sempre in coda. L’impronta è quella del «non è mai abbastanza», e il debito non si estingue mai.
La sesta governa anche il corpo, e qui il conto arriva puntuale. Le tensioni irrisolte con il padre si presentano come stanchezza che non passa, o come disturbi con radice nel campo psicosomatico. Quando la parola non è disponibile, é il corpo a parlare.
Il lavoro è restituire al lavoro il suo posto: una vocazione, e non una prova continua di quanto vali.
Sole in settima casa: il padre come primo specchio relazionale
Il Sole in settima cerca sé stesso nello specchio dell’altro. L’identità si costruisce nel patto e nel confronto, con il rischio di annullarti dentro la proiezione.
Qui tuo padre non ha fatto da modello dell’identità individuale. Ha fatto da primo modello di che cosa sia una relazione. Come trattava tua madre, come gestiva gli accordi, che rapporti aveva con gli altri adulti della sua vita. Tutto questo ha lasciato un’impronta precisa su come oggi stai con un partner o con un socio.
Se era giusto e capace di reciprocità, hai imparato che un legame può essere un posto sicuro, e che la presenza dell’altro non minaccia chi sei. Se era distante, autoritario o conflittuale, l’inconscio ha registrato un programma: riprodurre quelle stesse dinamiche. Cerchi tuo padre nel partner, oppure reciti il copione opposto per non diventare come lui, che è soltanto un altro modo di tenerlo al centro della scena.
Con il Sole in settima, il volto di questa persona è il volto del padre. Non per sempre, e non in tutti i casi. Ma finché non lo vedi, si ripete.
Il lavoro qui ha un nome preciso: distinguere il padre dal partner.
Sole in ottava casa: il padre, il potere e i segreti
Il Sole in ottava conosce sé stesso attraverso la crisi. L’identità si forma attraversando l’ombra e ricomponendosi dall’altra parte.
L’ottava è una delle tre case d’acqua, e in astrogenealogia è il territorio di quello che il sistema familiare non è riuscito a gestire: morti perinatali e abusi, segreti tenuti in cantina perché riconoscerli sarebbe costato troppo. Con il Sole qui, tuo padre si è iscritto dentro quel territorio.
Può essere stato un padre con un potere reale, economico o psicologico, che tu hai vissuto come travolgente o inaccessibile, o il custode di segreti familiari di cui percepivi il peso senza capirne la natura, o ancora può essere morto presto, lasciando un vuoto è diventato una presenza più ingombrante di quando c’era.
Il padre qui è vissuto come un tesoro da esplorare, qualcosa di difficile da decifrare, qualcuno di cui avere rispetto e insieme paura. Angelo o demone, senza mezze misure. È un padre che si fa sentire anche a distanza, e che ti ha insegnato prestissimo a leggere i segnali impliciti.
Nell’ombra restano una difficoltà profonda a fidarti e una vigilanza che un tempo serviva e adesso continua ad esserci. C’è però anche un rovescio: chi nasce con questa posizione finisce spesso a fare un lavoro che ha a che vedere con il decifrare quello che è nascosto, e a liberare l’albero proprio così. La vocazione arriva dalla ferita.
Il lavoro è distinguere il potere che trasforma da quello che controlla, e riportare alla luce i segreti con rispetto invece che con rabbia.
Sole in nona casa: il padre e la visione del mondo
Con il Sole in nona cerchi un senso, una verità che tenga insieme le cose, e la tua identità si struttura allargando i tuoi orizzonti.
Tuo padre, qui, è stato la bussola: il maestro, quello che ti ha passato una fede e un sistema di valori. Quando la funzione ha retto, hai ereditato una vera curiosità per il mondo e la libertà di costruirti una visione tua attraverso lo studio e il viaggio.
Nell’ombra troviamo due figure: il padre dogmatico, che condizionava l’accettazione all’adesione alla sua visione delle cose, e ti trasmette convinzioni che non hai mai avuto occasione di verificare; e il padre idealizzato, irraggiungibile nella sua perfezione o nella sua assenza, attorno a cui hai costruito più una mitologia che un legame.
C’è poi tutta la parte migratoria, che in Italia riguarda moltissime famiglie. La nona è la casa di chi è partito, ha attraversato un confine, ha lasciato una lingua per impararne un’altra. Con il Sole qui puoi ritrovarti il compito di custodire l’identità culturale del clan, oppure quello opposto di ripartire ogni volta che la vita si stabilizza troppo.
Il lavoro è costruirti un sistema di valori che sia davvero tuo, e che onori l’eredità paterna senza restarne prigioniero.
Sole in decima casa: il padre come modello sociale
Il Sole in decima brilla nel mondo pubblico. La tua identità si forma attraverso l’ambizione e il riconoscimento che arriva da fuori.
Qui tuo padre è il faro. Se lo hai visto autorevole e riconosciuto, uno che tutti salutavano, hai un modello chiarissimo di che cosa significhi riuscire. È una risorsa enorme, e diventa un problema quando il riconoscimento professionale resta l’unico metro che accetti su di te.
In chiave transgenerazionale questa posizione trasmette il mandato più concreto di tutti: fare quello che ha fatto lui. L’esempio più immediato è il medico figlio di medico, che a un certo punto si sente dire: sono medico per scelta, non per vocazione, è perché anche mio padre era medico. A volte quella professione poi la si ama davvero, e va benissimo. Il problema comincia quando nessuno si è mai fermato a chiedersi se la scelta fosse propria.
L’ombra opposta è il padre che il suo posto non l’ha trovato, rimasto in disparte o caduto pubblicamente, che ti lascia un compito di riabilitazione che nessuno ha mai formulato ad alta voce.
Per riequilibrare questa posizione possiamo usare questa frase: «Papà, chi sono io per credere di essere migliore di te?».
Sole in undicesima casa: il padre e il collettivo
Il Sole in undicesima si realizza nel gruppo e negli ideali, nei progetti che riguardano più persone di te.
Chi ha questa posizione, guardando indietro all’infanzia, ha spesso la sensazione di aver dovuto competere per un posto nell’agenda del padre: papà era sempre fuori con i suoi amici, o sempre impegnato con qualcosa di politico, e quando tornava a casa aveva la testa altrove. Il messaggio implicito che un bambino ricava da lì è che il riconoscimento sta nel gruppo e non nel legame diretto. E quella lezione, che nessuno ha scelto di darti, diventa un programma.
Quando l’eredità è equilibrata funziona benissimo: senso naturale della cooperazione, capacità di costruire alleanze che durano, facilità a contribuire a qualcosa di più grande del tuo interesse immediato.
Nell’ombra si aprono due strade opposte. La ricerca compulsiva del gruppo come sostituto dell’intimità che non è arrivata, oppure il rifiuto sistematico dei gruppi, perché nella tua storia il collettivo ha sempre mangiato la connessione diretta.
Il lavoro è imparare a costruire legami individuali senza perdere quello che sai fare quando sei in mezzo agli altri.
Sole in dodicesima casa: il padre nell’ombra
È la posizione più fraintesa di tutte ma diciamo subito che qui non c’è sfortuna. C’è profondità, quasi sempre acquisita attraverso una storia paterna che si è svolta lontano dalla luce piena.
La dodicesima è la terza casa d’acqua, ed é la più antica delle tre. La quarta parla del tuo passato familiare, l’ottava dei segreti tenuti in cantina, la dodicesima di un passato remoto che a volte arriva fino all’inconscio collettivo. Con il Sole qui, tuo padre è entrato in quel territorio.
Può essere stato assente per una separazione, una malattia, una scomparsa. Oppure presente e irraggiungibile: quella figura che c’era, provvedeva a tutto e non condivideva niente di sé. C’era, ma come un’ombra, qualcosa che si intuiva senza riuscire ad afferrarlo.
Sul piano sistemico questa posizione è collegata a lutti irrisolti e a destini di esclusi nella linea paterna. Uomini della stirpe dimenticati o vissuti ai margini, la cui storia è stata cancellata per non fare male a nessuno. Tu ne hai in mano il filo senza saperlo, e lo senti come impulso a isolarti o come un peso che non riesci a spiegarti.
C’è un sintomo che con questa posizione ritorna più di ogni altro, ed é la difficoltà ad avviare le cose. Molte idee, molta lucidità, e nessun progetto che arriva in fondo, come se mancasse il carburante. Non è pigrizia né mancanza di talento. Con il Sole in dodicesima, quella fatica a prendere la vita è quasi sempre una lealtà verso qualcuno della linea paterna che la vita, a un certo punto, ha smesso di volerla. Un figlio che resta a metà è un figlio che, senza saperlo, sta tenendo compagnia a suo padre.
Si scioglie quando si dà un nome a quello che si sta onorando, e quando si chiede a quella figura il permesso di prendere per intero la propria vita.
C’è anche l’altra faccia: la dodicesima è la casa della spiritualità e della permeabilità. Quando tuo padre aveva quelle qualità sul versante luminoso, quando teneva un senso del sacro dentro la vita di tutti i giorni, l’eredità è la vocazione al servizio e la capacità di stare vicino al dolore degli altri senza esserne travolto.
Il lavoro qui è delicato: dare un posto agli uomini esclusi della linea paterna senza diventarne il portavoce inconsapevole, e uscire dall’anonimato riconoscendoti i talenti che hai.
Dalla lettura al campo
Leggere la casa del proprio Sole è il primo passo. Capire quale storia ci sta dietro è il secondo. Nella mia esperienza, però, c’è un terzo livello che fa la differenza: sentire quella storia nel corpo, darle un’immagine, permettersi di vedere qualcosa che finora nel sistema non era stato visto.
È quello che succede nelle Costellazioni Spirituali e Astrosistemiche. Il Sole e la figura paterna trovano una rappresentazione, e le lealtà invisibili vengono riconosciute per quello che sono. Da lì si muove qualcosa che nessuna comprensione intellettuale, per quanto precisa, riesce a raggiungere da sola.
La casa del Sole è il punto da cui parti
Ogni casa dice qualcosa di diverso sulla storia paterna che hai vissuto. Tutte e dodici, però, hanno un messaggio in comune: il modo in cui hai percepito quella figura non è il modo in cui deve restare. L’imprinting è reale, e non è definitivo. È una scrittura che si può rileggere, e dove serve riscrivere.
Il Sole, ovunque si trovi, vuole brillare. Non per forza nel modo che tuo padre aveva in mente per te, ma in quello che è autentico per te, in questa vita. Quando riesci a separare la tua luce da quella riflessa nel suo sguardo, cambia qualcosa di molto silenzioso e molto concreto. Smetti di correre verso uno sguardo che appartiene al passato e cominci a muoverti verso il tuo.
Se vuoi il quadro intero, l’articolo principale sul Sole in astrogenealogia ti dà il segno e la lettura generale, e quello sugli aspetti del Sole ti dice con quali pianeti quella storia dialoga. Se invece hai già capito qual è la tua casa e ti resta una domanda precisa, puoi portarla in un consulto: è lì che il discorso smette di essere generale e diventa il tuo.
Domande frequenti sul Sole nelle case
❓ Cosa indica la casa del Sole nel tema natale?
Indica in quale zona della vita si è giocato il rapporto con la figura paterna. In astrogenealogia la casa non descrive com’era tuo padre, ma come lo hai percepito da bambino e su quale palcoscenico si è giocata quella storia.
❓ Serve l’ora di nascita per sapere in che casa cade il Sole?
Sì. Per il segno solare non serve, perché il Sole si muove di circa un grado al giorno e resti dello stesso segno da mattina a sera. Le case però dipendono dalla rotazione della Terra e cambiano circa ogni due ore: chi nasce al mattino ha il Sole in prima casa, chi nasce a mezzogiorno dello stesso giorno ce l’ha in decima. L’ora è scritta sul certificato di nascita integrale, che si chiede al Comune di nascita.
❓ Cosa significa il Sole in quarta casa in astrogenealogia?
È una delle posizioni più cariche di materia transgenerazionale. Il padre diventa la colonna vertebrale simbolica della storia familiare, e l’identità si lega alla reputazione che quella figura aveva nel suo ambiente. Quando il padre è stato vissuto come degradato, scatta il mandato di riabilitarne il nome.
❓ Qual è la casa più carica per il Sole in astrogenealogia?
Le tre case d’acqua. La quarta parla del fondamento familiare da cui parti e del destino del padre e del nonno paterno; l’ottava dei segreti e del potere non dichiarato; la dodicesima degli uomini esclusi, dimenticati o vissuti ai margini della linea paterna.
❓ Cosa significa il Sole in dodicesima casa?
Racconta un padre assente oppure presente e irraggiungibile, quella che Enzo De Paola chiama presenza diffusa. Sul piano sistemico rimanda a lutti irrisolti e a destini esclusi nella linea paterna. Non è una posizione sfortunata: è una delle più profonde, e dà spesso vocazione al servizio e grande permeabilità.
❓ La casa del Sole si legge da sola?
No. Va sempre pesata insieme al segno del Sole e agli aspetti che riceve. La casa dice dove, il segno dice come, gli aspetti dicono con chi sei implicato nella linea paterna.
Per approfondire
- Claudia Azicri, Astrogenealogia: tu signo zodiacal y el alma familiar, Casa Editrice Kier
- Cecilia García Robles, Astrogenealogía: un viaje hacia las raíces familiares
- Liz Greene, The Luminaries: The Psychology of the Sun and Moon in the Horoscope
- Roberto Sicuteri, Astrologia e mito. Simboli e miti dello zodiaco nella psicologia del profondo
- Giacomo Ciabatti, Le dignità solari. Trattato completo sulle simbologie del sole in astrologia
- Corrado Aguggini, Il sole in astrologia. La sua presenza negli assi e la sua relazione con i pianeti
- Lidia Fassio, Le case astrologiche: L’evoluzione dell’Io: esistere, essere e divenire
- Howard Sasportas, Le dodici case. Importanza delle case nel tema astrologico natale